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a cura della Società Italiana di Diabetologia


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SID Virtual Clinical Club

14 GENNAIO 2021 DALLE ORE 16:00

Le linee guida più recenti delle principali società scientifiche raccomandano l’utilizzo di un agonista del recettore del peptide glucagone-simile-1 (GLP-1) o di un inibitore del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2i) in pazienti con complicanze vascolari, indipendentemente dal valore della emoglobina glicata. Il primo passo è, dunque, considerare se il paziente ha una malattia cardiovascolare aterosclerotica, nefropatia cronica o insufficienza cardiaca esistente: in presenza di malattia cardiovascolare aterosclerotica, dovrebbe essere inserito in terapia un agonista del recettore del GLP-1 con comprovato beneficio cardiovascolare, mentre se si èi n presenza di scompenso cardiaco o di malattia renale cronica, la prima scelta è un SGLT2i. La realtà clinica è, al momento, piuttosto lontana dal registrare una applicazione capillare di queste linee guida. In questa proposta formativa vorremmo utilizzare alcuni casi clinici inusuali per ribaltare la tipica visione di “quello che si dovrebbe fare” o “quello che ci si aspetta che vada fatto”, mostrando cosa potrebbe succedere se non vengono utilizzate le terapie secondo le più recenti evidenze. Tale approccio potrebbe essere usato a scopo provocatorio per lanciare il concept di “missed therapeutic opportunity”.

Congresso SID-AMD Regione Toscana
Complicanze croniche del diabete:
progetti, strategie e possibili sinergie

6 FEBBRAIO 2021 DALLE ORE 08:45

Le complicanze croniche rappresentano ancora oggi la maggiore causa di morbilità e mortalità nei soggetti affetti da diabete mellito. Obiettivo del convegno è quello di fare il punto sulle complicanze croniche del diabete, iniziando dall’approccio innovativo dato dalla medicina di precisione. Utilizzando al meglio la tecnologia, che rappresenta un moderno e valido strumento a disposizione dei professionisti diabetologi, verranno analizzate le varie opzioni terapeutiche a disposizione nella gestione del diabete tipo 1 e tipo 2 alla luce delle recenti linee guida nazionali e internazionali nella prevenzione e nel trattamento delle complicanze del diabete mellito.

Webinar SID-AMD Regione Lazio
Il diabete nell'era del Covid-19:
è tempo di domande

29 MAGGIO 2021 DALLE ORE 10:15

La pandemia COVID-19 ha costretto tutto il sistema sanitario ad orientare le proprie attenzioni, energie e risorse nell'assistenza ai numerosi cittadini che sono andati incontro a questa terribile infezione che ha portato a dover rimodulare ospedali interi ed anche tutta la medicina territoriale. I pazienti cronici hanno pagato anche loro un alto prezzo in termini di severità di decorso clinico quando colpiti dal COVID-19 e di difficoltà all'accesso alle cure quando necessario per il sopraggiungere di eventi acuti oppure nella loro periodica importante assistenza nei centri diabetologici. Lo scopo di questo evento è di mettere in luce cosa nel frattempo è successo anche in termini di cambiamenti normativi, farmacologici e tecnologici.

SID Virtual Clinical Club

9 GIUGNO 2021 DALLE ORE 16:00

Le linee guida più recenti delle principali società scientifiche raccomandano l’utilizzo di un agonista del recettore del peptide glucagone-simile-1 (GLP-1) o di un inibitore del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2i) in pazienti con complicanze vascolari, indipendentemente dal valore della emoglobina glicata. Il primo passo è, dunque, considerare se il paziente ha una malattia cardiovascolare aterosclerotica, nefropatia cronica o insufficienza cardiaca esistente: in presenza di malattia cardiovascolare aterosclerotica, dovrebbe essere inserito in terapia un agonista del recettore del GLP-1 con comprovato beneficio cardiovascolare, mentre se si èi n presenza di scompenso cardiaco o di malattia renale cronica, la prima scelta è un SGLT2i. La realtà clinica è, al momento, piuttosto lontana dal registrare una applicazione capillare di queste linee guida. In questa proposta formativa vorremmo utilizzare alcuni casi clinici inusuali per ribaltare la tipica visione di “quello che si dovrebbe fare” o “quello che ci si aspetta che vada fatto”, mostrando cosa potrebbe succedere se non vengono utilizzate le terapie secondo le più recenti evidenze. Tale approccio potrebbe essere usato a scopo provocatorio per lanciare il concept di “missed therapeutic opportunity”.